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Per come stanno andando le
cose nel mondo, pensare al proprio futuro
significa potersi dotare di quello scudo di
sicurezza che il sistema pensionistico
pubblico riuscirà sempre meno a garantire.
La riforma del 1995 ha
determinato una forte riduzione della pensione,
cioè della sua percentuale rispetto all'ultima
retribuzione: se una volta si smetteva di
lavorare potendo contare sull'80% dell'ultimo
stipendio, in futuro tale percentuale si
abbasserà notevolmente (e per tanti sarà
all'ordine del 50%-60% e anche meno). E
all'orizzonte vi sono ulteriori tagli. La
conclusione, quindi, non può che essere una
sola: costruirsi nel tempo, mentre si lavora,
una pensione che integrata con quella pubblica,
possa garantire un dignitoso tenore di vita
anche durante i lunghi anni della vecchiaia.
Per questo sono nate nuove
forme individuali di previdenza alle quali si
può accedere sia sottoscrivendo un contratto
assicurativo sia aderendo a un fondo pensione
aperto.
Sono entrambe vantaggiose per
due motivi. Primo, perché offrono la possibilità
al cittadino di godere, in base alla legge in
vigore, di particolari benefici fiscali.
Secondo, perché gli consentono di costruire
finalmente una pensione su misura che
tenga maggiormente conto delle sue particolari
esigenze e delle sue aspettative.
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